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HAKU LEI

La parola HAKU significa creareI LEI sono le collane di fiori e stati indossati per secoli alle Hawai’i per motivi sia decorativi che spirituali.  

 

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Articolo scritto da Laura Dell’Orto

Cosa è HAKU LEI?
La definizione del dizionario di ‘LEI’ riporta semplicemente: ghirlanda o collana di fiori. In realtà il significato è molto più complesso. Un LEI non è solo un filo di fiori o foglie! Un LEI può essere usato come un modo per simboleggiare le diverse isole delle Hawai’i, oppure per onorare gli Dei; può anche essere un modo per celebrare un compleanno o una laurea.
Il termine HAKU LEI nelle numerose traduzioni si riferisce ad una ghirlanda per la testa; in realtà la parola HAKU significa creare un intreccio che è tessuto alternando i fili d’erba o di paglia, viene utilizzata anche la rafia, il cuoio o la semplice corda.

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Qual è la storia del HAKU LEI?
I LEI sono stati indossati per secoli alle Hawai’i per motivi sia decorativi che spirituali. Quando i polinesiani arrivarono per la prima volta alle Hawai’i, portarono anche la loro tradizione di indossare foglie, viti e fiori locali. Per onorare il loro pantheon di dei, intrecciavano e legavano insieme piante autoctone e portavano anche queste piante nel loro viaggio.
Quando si stabilirono nelle isole hawaiane intorno al 750 d.C., gli esploratori polinesiani portarono con sé anche una varietà di piante sia per uso alimentare, che medicinale. Con il passare degli anni, i LEI alle Hawaii sono diventati più distinti dalle isole, e sebbene ancora simili ai lei e alle ghirlande fabbricati a Tahiti, Fiji, Samoa e altro ancora.
Poiché i LEI erano così apprezzati per la loro bellezza e il loro legame con la cultura hawaiana, si è creata una visione stereotipata di una collana colorata.
Ciò ha dato origine a LEI di plastica composta da fiori di plastica o, forse più comunemente, da una spirale di plastica spessa su un filo. Questi LEI non posseggono l’odore fragrante dei fiori o il profondo legame con la cultura e la tradizione hawaiana che hanno, invece, quelli realizzati con materiali naturali. Questi LEI di plastica hanno contribuito a una visione stereotipata di cosa sia un LEI e di cosa significhi indossarne uno.
Passato e Presente del profondo significato del HAKU LEI
In passato alle Hawaii, i LEI sono venivano creati sia con materiali permanenti che temporanei. I LEI permanenti erano spesso fatti di avorio, ossa, semi, capelli, denti, conchiglie e piume. Quelli temporanei erano fatti di foglie e fiori e sono diventati il ​​tipo venerato in tutto il mondo per la loro bellezza e gli odori fragranti.
Erano composti da come viti, steli di foglie, alghe dalle ricche acque hawaiane e fiori di ogni tipo provenienti da ogni isola. Molte volte, questi LEI simboleggiano l’Amore e il cerchio di un’unità familiare. Un riferimento, tratto dall’opera Na Mele Welo, Songs of Our Heritage, diceva: “Come un primogenito vivente è l’Amore, un LEI costantemente desiderato e indossato”.
Molti LEI sono legati a miti e ad usanze religiose hawaiane. Quando il frutto della HALA viene trasformato in un LEI, si connette all’Amore e al Desiderio, ed è correlato alla transizione e al cambiamento.

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Quindi, più che un semplice intreccio o una collana profumata, i LEI incarnano lo Spirito di Aloha … “Immagina un caldo e amorevole abbraccio, un’espressione d’amore quale le braccia di qualcuno avvolte intorno a te, pensa al LEI come simbolo di vita: un filo di bei ricordi e propri cari, e dare una lei è come condividere l’Aloha, o il proprio amore.
Un HAKU LEI può essere indossato al collo, sui polsi e le caviglie, ed in testa, nota anche come LEI PO’O. Ci sono molti modi per fare LEI e diverse tecniche vengono utilizzate con diversi fiori o foglie o materiale di supporto.
La storia dei LEI hawaiani racconta che esiste anche una tradizione per lo smaltimento di un LEI. Non dovrebbe mai essere gettato nella spazzatura! Questo è molto irrispettoso come gesto perché significa gettare via l’amore della persona che te lo ha dato. Il LEI dovrebbe essere restituito dove sono stati raccolti i fiori o restituita alla terra appendendola a un ramo di un albero, seppellendola o bruciandola.
Intrecciare come meditazione
La natura ripetitiva dell’intreccio è di per sé una pratica meditativa. I costanti alti e bassi imitano il flusso e il riflusso della vita, dell’umore, del respiro e il battito cardiaco generale del pianeta. Come meditare con le perle di mala o praticare la respirazione consapevole, le continue svolte e svolte dell’intreccio creano un ritmo che può calmare e rinfrescare la mente.

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Mi sono innamorata della creazione di LEI e ho scoperto che ci sono poche fonti di educazione in quest’arte perduta. Nella nostra Scuola ‘Ohana Hale Ola, viene insegnata questa preziosa pratica.
‘Intrecciare’ … la Vita è un intreccio, non è semplicemente una linea di causa-effetto, è un intreccio ripeto; legami, relazioni, sentimenti tutto si intreccia fino a formare uno splendido ricamo una splendida tela sulla quale appare appaiono: immagini, situazioni, momenti stati d’animo, vittorie e sconfitte, arrivi e partenze.
Un intreccio sottile in cui rileghiamo riuniamo tre parti di noi e cioè, il nostro Corpo, la Mente e lo Spirito, si riuniscono, si fondono e diventano una sola cosa creando: comunicazione, informazione e dando pace all’intero organismo, all’intera persona.
Haku Lei per celebrare momenti o persino situazioni di disagio di perdita, oppure situazioni di gioia; per celebrare per onorare questo magnifico Universo per ringraziare Madre Terra e per ringraziare la Vita stessa.
 Haku Lei per creare guarigione, per ripristinare, salute, armonia, pace come ho già evidenziato in precedenza.
Per quanto mi riguarda il mio approccio con questa arte di creare, strumento particolare pr fare Ho’Oponopono, non è stato senza resistenze. All’inizio la difficoltà di creare un legame, armonia e di lasciare andare alcune situazioni che mi appartenevano, è stata grande.
Ma entrando nella profondità dell’atto in sé e nella creazione, o meglio dire, co-creazione con l’universo, gli effetti Butterfly, per così dire, sono stati innumerevoli e immensi. Potrei citarne alcuni: calmare la mente, imparare la pazienza, dialogare con la mia parte interiore comprendermi collegarmi con l’Universo e condividere questa esperienza con altre persone; donare, offrire ed essere grata.
In ogni occasione in cui cammino nel bosco che sia ai Monti di Medeglia, che sia nella Spina Verde colgo l’occasione per raccogliere fili d’erba ed Edera, Erica, Ginestra, Lavanda; foglie di Castagno, di Quercia, di Betulla. In ognuno di questi esseri viventi, perché di questo si tratta e non di natura morta, è presente l’Energia, e maneggiando e creando, costruendo il proprio Haku Lei, si viene in contatto proprio con quest’Energia universale, questa Energia ancestrale: l’Energia di Madre Terra.

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Laura

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